La storia è l'ennesima vicenda della famiglia Bonuccelli.
Il capofamiglia Beppe, operaio in cantiere, vuole vendere la casa per aprire un ristorante. Tutti i componenti della numerosa famiglia sono d'accordo, ma c'è un grosso problema da risolvere; la suocera Beppina, unica proprietaria della casa, non vuole vendere perché c'è troppo attaccata.
I familiari allora ne inventano di tutti i colori per ingannare la nonna ("il fantasma nel sogno", "la falsa epidemia", "la seduta spiritica", "il finto compromesso"); nel corso di queste vicende viene anche trovato il potenziale acquirente, lucchese di "Lucca Drento".
Alla fine la Beppina, sfinita da tutte le peripezie che ha dovuto subire, si convince a vendere ma pone una inderogabile condizione: "Basta che 'un siino di Lucca".
Naturalmente questa decisione getta nello sconforto tutti i familiari; in un susseguirsi di situazioni esilaranti con gag e battute che si ispirano all'attualità viareggina e le solite frecciate alla odiata Lucca, la storia si conclude con un finale a sorpresa.
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